“Voglio solo farle capire il mio punto di vista.” “Lui non ascolta mai, parte per la tangente.” “In quella riunione mi sono sentita attaccata e ho perso la pazienza.” Se almeno una volta ti sei ritrovata a pensare una di queste frasi, allora questo articolo è quello giusto per te. Se almeno una volta ti sei ritrovata a pensare una di queste frasi, allora questo articolo è per te. Uno strumento potente (che mi ha letteralmente cambiato la vita) per gestire le relazioni, specialmente quelle più delicate e facilmente conflittuali. Ma partiamo dall’inizio… Sono tre punti di vista che puoi adottare per osservare una situazione relazionale, e soprattutto per allentare le tensioni emotive e aumentare la comprensione: È la posizione dell’auto-consapevolezza, fondamentale per sapere cosa vuoi davvero. Quando ti metti nei panni dell'altra persona. Cerchi di capire il suo punto di vista e di percepire come sta, cosa pensa, cosa prova. È la posizione dell’empatia, attraverso la quale comprendi lo stato d’animo altrui, Questa tecnica allena sia la comunicazione empatica (nella seconda posizione), sia l'assertività (nella prima posizione). Ma la vera svolta è quando riesci a integrarle grazie alla terza posizione: ti posizioni in un luogo “neutro” da cui osservi la scena dall’esterno, come se fossi una terza persona che guarda te e l’altro mentre interagite. È il momento in cui ti dissoci emotivamente, abbandoni i giudizi, e assumi il ruolo di testimone imparziale, in grado di analizzare la dinamica con occhi lucidi, mente fredda e cuore presente ma non reattivo. Molte persone restano ferme in prima posizione: "Io ho ragione, io mi sento così, non è possibile che tu non mi capisca!”. Ma la vera svolta nella tua leadership avviene quando diventi abile nello sviluppare la terza posizione percettiva: l’Osservatore. Quando sei dentro un conflitto, sei “dentro l’emozione”: rabbia, frustrazione, paura, desiderio di avere ragione. Assumere la posizione dell’Osservatore ti permette di disattivare il pilota automatico. Passi dalla reattività alla risposta consapevole. Ti chiedi: E da lì scegli come rispondere, non come reagire. Chi resta nelle prime due posizioni (sé o l’altro) spesso resta intrappolato nella colpa e nella difesa. La posizione dell’Osservatore, invece, ti fa cogliere le dinamiche relazionali profonde: - Chi fa cosa a chi? - Quali bisogni stanno emergendo? - Quali pattern si ripetono? È il passaggio dalla microscopia dell’ego alla macroscopia della relazione. Quando torni nella prima posizione (te stessa), dopo essere passata dall’Osservatore, sei più lucida. Sai: - Cosa dire - Cosa evitare - Cosa chiedere Sai soprattutto come dirlo, perché hai capito l’effetto che le tue parole possono avere. Questo rende la tua comunicazione più autorevole, meno impulsiva, più efficace. Molte persone entrano nei conflitti con un carico enorme di ansia: “E se sbaglio?”, “E se deludo?”, “E se vengo attaccata?” Capisci che spesso il problema non sei “tu”, ma la dinamica. Questo abbassa l’ansia e ti permette di agire con più centratura. Quando stai per prendere una decisione delicata (nella vita o sul lavoro), la terza posizione ti aiuta a vedere tutte le parti coinvolte. Diventi capace di fare scelte più giuste, più allineate al bene comune, senza farti manipolare né cadere nel compiacere. Nel lavoro, questo significa leadership etica. Una leader non è quella che impone. Quando in un conflitto tu sei l’unica che riesce a: ...allora sei tu che stai guidando la relazione. Questo è il vero potere: quello che genera rispetto e influenza. Ovviamente, come avrai ben intuito, questa tecnica non ha confini. Oggi io la utilizzo in tutti gli ambiti e nelle scelte che toccano le relazioni, le emozioni e il mio modo di stare nel mondo. Prendo un foglio di carta, mettilo in orizzontale. Dividile in tre colonne. Pensa ad un confronto difficile in cui ti sei trovata in passato, e che magari è ancora irrisolto o che ti ha portata ad uno scontro. IO (prima posizione): nella prima colonna scrivi cosa provavi, cosa desideravi e cosa ti ha ferita e che cosa ti preoccupava. LUI/LEI (seconda posizione): Immagina cosa ha vissuto l’altro. Qual era il suo punto di vista, mettiti nei suoi panni, senti il suo intento, quali erano le sue emozioni, le sue paure e preoccupazioni che lo hanno portato a dire o fare certe cose. Scrivile su un foglio di carta. L’OSSERVATORE (terza posizione): Immagina di uscire dalla scena di voi due, guarda dall’alto entrambi e rispondi, nella terza colonna: Rileggi poi con calma tutto ciò che hai scritto e chiediti: La vera leadership non è avere sempre ragione, ma nasce quando sai osservare, comprendere, scegliere consapevolmente come agire. Allenarti ad entrare con facilità e velocità nella terza posizione percettiva è uno dei regali più grandi che puoi fare a te stessa, perché ti permette di: non essere più in balia delle emozioni, non farti trascinare in dinamiche che ti prosciugano, non restare bloccata in conflitti che logorano, ma soprattutto, ti permette di guidare le relazioni e creare benessere attorno a te. Se questo tema ti ha colpita, sappi che è solo uno degli strumenti che puoi imparare ad usare nei miei percorsi di coaching. Le tre posizioni percettive sono uno strumento di Coaching e PNL tanto semplice quanto trasformativo.
E possono fare davvero la differenza quando ti ritrovi in situazioni come queste:
Perché imparare a usare le tre posizioni percettive può aiutarti a gestire meglio i conflitti, comunicare con più consapevolezza e ritrovare equilibrio nelle relazioni che contano. Cosa sono, esattamente, le 3 posizioni percettive?
Prima posizione: Io
Sei pienamente nei tuoi panni. Vedi la situazione con i tuoi occhi, hai ben chiaro il tuo punto di vista e senti le tue emozioni.Seconda posizione: l'Altro
Terza posizione: l'Osservatore
Quando ti dissoci e guardi la scena da fuori, come se fossi una persona che guarda te e guarda anche l’altro. È la posizione del distacco emotivo, del senso critico e della visione d’insieme.Quali sono i vantaggi dell’utilizzo della tecnica delle 3 posizioni percettive?
Altre entrano nella seconda, e diventano degli zerbini "Capisco lui, poverino... forse ho sbagliato io, mi adeguo alle sue esigenze”.I 6 grandi vantaggi della terza posizione (l’Osservatore)
1. Spegne la reattività emotiva (che può creare grandi danni in una relazione)
- “Cosa sta realmente accadendo, al di là delle emozioni?”
- “Cosa spinge me e l’altra persona a comportarci così?”2. Ti aiuta a “vedere il gioco” e non solo il giocatore
Da lì puoi interrompere circoli viziosi e guidare il cambiamento. 3. Ti permette di comunicare con maggiore intelligenza relazionale
4. Riduce l’ansia sociale e la paura del giudizio
La terza posizione ti mette al di fuori del campo emotivo. Guardando da fuori, relativizzi.5. Rende le decisioni più etiche e meno egocentriche
Nella vita, significa scelte consapevoli che non rinnegano te stessa. 6. È la posizione che ti rende davvero una leader relazionale
È quella che sa tenere il campo emotivo anche quando il gruppo esplode.
E questo è possibile solo se sviluppi l’abilità dell’Osservatore.Gli ambiti nei quali puoi usare la tecnica delle 3 posizioni percettive
Esercizio pratico per padroneggiare la tecnica delle 3 posizioni percettive
PASSO 1: La tua posizione
PASSO 2: La posizione dell’altro
PASSO 3: La posizione dell’altro
Lavoro ogni giorno con donne che vogliono migliorare la propria comunicazione, rafforzare la propria leadership femminile e vivere le relazioni in modo più consapevole.
Se senti che è arrivato il momento di cambiare il modo in cui ti relazioni agli altri… qui trovi tutti i miei percorsi attivi.
Come business coach per donne , ti accompagno a sviluppare consapevolezza, presenza e autorevolezza nelle relazioni — nella vita e nel lavoro.
