Nelle mie esperienze lavorative potrei portarti tanti esempi. Ma oggi desidero raccontarti la storia di una mia esperienza lavorativa che ha messo davvero alla prova la mia autostima lavorativa. Lavoravo come amministrativa in un’azienda di videosorveglianza. La titolare era una donna. Una donna che, col senno di poi, potrei definire persona tossica . Mi sminuiva in continuazione. Non mi ha dato nessun supporto, neppure il primo giorno. Pretendeva che entrassi nella sua testa e anticipassi ogni suo bisogno. Mi trattava come se fossi invisibile, come se sbagliassi sempre. Mi umiliava con frasi: “Non sei nemmeno capace di trovare un fascicolo in archivio”, quando avevano traslocato da poco e mancavano faldoni dall’archivio “Non vali proprio nulla, sei una gran delusione!” Quando non capivo come fare le registrazioni contabili di un software che non avevo mai visto prima, di cui mancavano le istruzioni e che nessuno mi spiegava (linguaggio AS400, non i meravigliosi e intuitivi software che ci sono adesso!). Mobbing? Oggi ti direi di sì, senza esitazione. Ma all’epoca… All’epoca credevo fosse colpa mia. Mi colpevolizzavo per tutto. Mi dicevo che dovevo essere più sveglia, e che avrei dovuto arrivarci da sola e in fretta, ma l’unica cosa che ottenevo era questa: la mia autostima sul lavoro veniva, giorno dopo giorno, completamente annientata. Ricordo ancora con il magone le mattine in cui imboccavo la superstrada da Udine verso la zona industriale del paese affianco per recarmi al lavoro. Piangevo. Piangevo per tutti quei 7 chilometri. Mi sembrava di essere intrappolata in una vita sbagliata. Poi un giorno la svolta: sono stata licenziata. Quel licenziamento mi ha ferita profondamente, ma mi ha "salvata". E per fortuna è arrivato. Quella fu la mia via d’uscita: un’opportunità nuova, in un ambiente di lavoro finalmente favorevole. Da lì è iniziata la mia crescita professionale, fino a diventare Direttore Amministrativo di un’azienda con 50 milioni di euro di fatturato. Col tempo ho scoperto che non ero l’unica ad aver subito quel mobbing sul lavoro. Altre persone avevano fatto la mia stessa fine. Nessuna amministrativa era mai riuscita a superare il periodo di prova. Oggi, non vivrei più una situazione del genere allo stesso modo. Oggi so riconoscere la differenza tra insicurezza personale e ambiente tossico. E soprattutto, so cosa fare quando non mi sento abbastanza sul lavoro. Questo articolo nasce per te e per tutte quelle persone che si sentono come mi sentivo io allora. Perché non si sentano sole e sappiano che c’è una via per uscirne. Ma facciamo un’importante distinzione. Non sempre il problema è l’ambiente. A volte è un riflesso delle nostre insicurezze, delle ferite che ci portiamo dietro, dei modelli mentali con cui siamo cresciute. Se ti trovi in questa situazione, ecco 5 soluzioni concrete per migliorare la tua autostima sul lavoro, quando sai che l’ambiente non è tossico, ma sei tu a sentire di non valere abbastanza. Il primo nemico è quella vocina interna (che io chiamo Nana Malefica) che ti dice: “Non sei all’altezza” “Farai una figuraccia” “Tutti sono meglio di te” Comincia da lì. Allenati a riconoscere i pensieri sabotanti e a sostituirli con affermazioni più utili e potenzianti: “Sto imparando ogni giorno” “Ho valore, anche quando sbaglio” “Ogni esperienza mi fa crescere” Fai una lista dei tuoi risultati, anche piccoli. Hai risolto un problema? Sei stata paziente con un cliente difficile? Hai imparato qualcosa di nuovo? Annotali. Tenere traccia dei tuoi successi ti aiuta a vedere il tuo valore, anche quando la mente cerca di sminuirlo. Il feedback costruttivo può essere una bussola. Chiedi a colleghi e superiori: “Cosa sto facendo bene? Dove potrei migliorare?” Se il contesto è sano, riceverai indicazioni che ti faranno crescere. L’autostima si costruisce anche attraverso lo sguardo degli altri. Trova persone che ti stimano, che vedono in te potenziale, e fatti ispirare dal loro modo di vederti. Uno dei cambiamenti più grandi nella mia vita è arrivato proprio con il Coaching. Quando sono approdata nella nuova azienda ha capito che dovevo fare qualcosa per me stessa, migliorare la percezione che avevo di me stessa e avere degli strumenti utili per sviluppare la mia leadership e fare carriera. Per questo motivo ho iniziato un percorso di Coaching , e da quel 2008 ho svoltato completamente la mia vita! Questa parte è dura, ma necessaria. Perché ci sono ambienti in cui farsi rispettare nel posto di lavoro diventa impossibile e ti fanno ammalare dentro. E se ti trovi in uno di questi contesti, la verità è una sola: non è colpa tua! E non puoi risolvere qualcosa che non dipende da te. Ci sono due opzioni, e sono entrambe salvifiche. Non è una fuga. È una presa di posizione. Se sei in un ambiente dove vieni umiliata, ignorata, mobbizzata o costantemente svalutata, vattene. Non aspettare il burnout. Non aspettare di sentirti vuota. Non aspettare che la tua autostima venga calpestata ogni giorno un po’ di più. Comincia a guardarti intorno. Aggiorna il Curriculum Vitae. Fai girare la voce che stai cercando un nuovo lavoro. Fai colloqui. Se stai subendo mobbing, discriminazioni, pressioni psicologiche gravi, umiliazioni pubbliche, non tacere. Trovati un avvocato. Chiedi aiuto. Anche solo informarti su ciò che puoi fare legalmente ti ridà potere. Non lasciare che un capo, un collega, una cultura aziendale ti convincano di non valere. La tua autostima nel lavoro è un pilastro fondamentale della tua felicità. La verità è che sei abbastanza. Anche se hai ancora molto da imparare. Sei abbastanza, anche se hai commesso degli errori. Sei abbastanza, anche se nessuno te lo ha detto. E se oggi non riesci a crederci da sola… credici perché io ci sono passata. Decidi che da oggi non permetterai più a nessuno di farti dubitare del tuo valore. Autostima sul lavoro significa questo: scegliere ogni giorno di credere in te stessa. Anche quando nessun altro lo fa (ancora). Se non ci conosciamo ancora, mi presento: sono Luana Svaizer, business coach per donne . Aiuto le professioniste come te a ritrovare fiducia, forza e direzione, anche (e soprattutto) nei momenti più difficili. Scopri come posso affiancarti nel tuo percorso. Ci sono lavori che ti esaltano, che ti fanno crescere, che accendono il tuo potenziale. Ma ce ne sono altri che distruggono lentamente la tua autostima sul lavoro."
La storia che mi ha (quasi) spezzata.
Quando non ti senti abbastanza… ma il posto di lavoro è sano
1. Sforzati di lavorare sul tuo dialogo interiore
2. Prendi urgentemente consapevolezza dei tuoi punti di forza
3. Chiedi feedback costruttivi
E capirai che molte delle tue paure… erano solo nella tua testa. 4. Circondati di persone che credono in te
Se frequenti solo chi ti critica o ti fa sentire inferiore, la tua autostima faticherà a crescere. 5. Lavora con un Coach (o forma la tua mentalità da Coach)
Quando non ti senti abbastanza… perché il posto di lavoro è tossico
1. Cambia lavoro. Il prima possibile.
Anche solo avere un’alternativa accende una luce di speranza. 2. Valuta un supporto legale
E ti fa uscire dal ruolo di vittima. 3. Riprenditi il tuo potere
E non c’è nessun contratto, nessuno stipendio, nessun “posto fisso” che valga la tua salute mentale.
E ti assicuro che si può rinascere.
