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Intelligenza emotiva: come usarla nel lavoro e nella vita di tutti i giorni

2025-07-03 09:11

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COACHING PNL CRESCITA PERSONALE,

Intelligenza emotiva: come usarla nel lavoro e nella vita di tutti i giorni

Scopri il significato dell’intelligenza emotiva e come usarla nella vita e nel lavoro per relazioni più sane e leadership autentica.

Cosa significa davvero intelligenza emotiva? L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, ma anche di percepire, accettare e influenzare quelle degli altri.

Quando parliamo di intelligenza emotiva, è importante chiarirne significato e definizione. Si tratta della capacità di riconoscere, comprendere, gestire ed esprimere le emozioni in modo consapevole. Non è solo una dote innata, ma una competenza che si può allenare e che influisce profondamente sulle nostre relazioni, sul lavoro e sul benessere personale.

Non si tratta solo di saper trattenersi dall’arrabbiarsi davanti ad un collega che vuole metterci in cattiva luce o quando suonano il clacson mentre siamo in fila ad un semaforo. Si tratta invece di usare le emozioni come bussola utile nella vita quotidiana e nel lavoro.

Chi ha sdoganato il concetto di “Intelligenza Emotiva” è stato il giornalista scientifico Daniel Goleman, che ha reso famoso questo concetto con il bestseller Emotional Intelligence (1995).

Secondo lui, le componenti principali che creano questi tipo d’intelligenza sono:

  1. La consapevolezza delle proprie emozioni.
  2. La capacità di gestirle.
  3. Essere capaci di usare le emozioni per agire.
  4. Percepire le emozioni altrui.
  5. Gestire le relazioni in modo efficace.

Perché l’intelligenza emotiva è così importante

Oggi sono moltissime le evidenze scientifiche che dimostrano che chi sviluppa l'intelligenza emotiva nel contesto lavorativo è più capace di lavorare in team, gestire tensioni, guidare gruppi, comunicare efficacemente e mantenere alta la collaborazione e produttività.

In poche parole, chi ha intelligenza emotiva ha la leadership.

Per tale motivo le aziende valutano i propri candidati anche (e a volte soprattutto) con un occhio di riguardo a queste capacità che, ci tengo a sottolinearlo, sono apprese (nel senso che le puoi imparare).

Non solo: anche nella vita privata è utile sviluppare l’intelligenza emotiva, perché ci permette di costruire relazioni sane, riconoscere una persona tossica e proteggerci da dinamiche che ci bloccano.

Chi ignora le proprie emozioni corre il rischio di reagire impulsivamente e generare conflitti, di ignorare segnali importanti (come la frustrazione o lo stress), o di ritrovarsi in situazioni dove è difficile farsi rispettare a lavoro.

Al contrario, prendersi cura della propria intelligenza emotiva significa avere la chiave per navigare con equilibrio ed efficacia in ogni ambito della vita.

Reprimere le emozioni vs. Intelligenza emotiva: qual è la differenza?

Alcune persone, quando parlo di questo argomento, mi dicono: “Ma Luana le emozioni vanno lasciate andare vanno vissute intensamente. Non si possono reprimere!”

Ovviamente qui spesso c'è un fraintendimento.

Quando reprimi un’emozione, la blocchi. Fingi di non sentirla, la “spingi sotto al tappeto”. Ma non sparisce: rimane nel corpo, nel sistema nervoso, e spesso si manifesta in altri modi (stress, tensioni muscolari, scatti d’ira, malesseri fisici o emotivi).

Esempio: “Non devo arrabbiarmi, non si fa.”
Ma poi magari ti viene mal di stomaco, o esplodi per una sciocchezza.

Quando si parla di intelligenza emotiva, invece, si tratta di riconoscere, regolare ed esprimere con consapevolezza ciò che proviamo.

L’intelligenza emotiva non ti chiede di essere “zen” sempre.
Ti chiede di essere presente a te stessa, anche quando le emozioni sono forti.

Potrei usare una metafora:

Reprimere è mettere il coperchio su una pentola a pressione.
Intelligenza emotiva è aprirla, capire cosa bolle dentro… e regolare il fuoco.

3 esempi di intelligenza emotiva nella vita privata

Qui di seguito voglio metterti alcuni esempi di vita reale di tutti i giorni che potresti vivere anche tu, per imparare a usare la tua intelligenza emotiva.

  1. Gestire un litigio con il partner senza “esplodere”: invece di rispondere d’impulso o attaccare, prendi un momento per riconoscere la tua emozione (“Non mi sento ascoltata”), la esprimi con calma e chiedi ascolto attivo. Puoi dire, ad esempio: “Non voglio discutere, ma vorrei che ci ascoltassimo davvero. Possiamo parlarne con calma?” Questo è un primo passo per imparare a dire no senza sensi di colpa e con rispetto reciproco.
  2. Non assorbire l’ansia degli altri (genitori, figli, amici: una persona cara ti chiama agitata, ma tu non ti fai travolgere: ascolta, respira, e invece di cercare di risolvere tutto, rimani presente e fai una domanda potente: “Cosa ti aiuterebbe adesso per sentirti meglio?
  3. Accettare di avere una giornata “no” senza sentirti sbagliata: ti svegli giù di tono, ma invece di forzarti o giudicarti (“Non devo sentirmi così”), riconosci l’emozione, le dai spazio (“Oggi ho bisogno di rallentare”) e ti prendi cura di te stessa con gentilezza. Questo è self-leadership emotiva.

Intelligenza emotiva nel lavoro: 3 esempi da cui prendere ispirazione

Allo stesso modo in cui ci aiuta nella vita privata, l’intelligenza emotiva è una bussola fondamentale anche sul lavoro, perché ti permette di esprimere al meglio le tue caratteristiche di leadership, guidando con empatia e presenza.
Non si tratta di “mettere da parte le emozioni”, ma di imparare ad ascoltarle e integrarle, facendo della psicologia emotiva una vera alleata nella nostra quotidianità professionale. 

  1. Gestire un confronto difficile nel team: una collega sbaglia o ti delude. Invece di scaricare la frustrazione, regoli l’emozione, scegli il momento giusto e dici: “C’è qualcosa che vorrei condividere perché tengo al nostro rapporto di lavoro. Ti va di ascoltarmi?”
  2. Guidare un team mantenendo alta la motivazione: un leader emotivamente intelligente non usa solo dati e task, ma osserva i segnali emotivi del gruppo, riconosce i progressi, fa sentire ogni persona valorizzata. Esempio: “So che non è stato un mese facile, ma vi ringrazio per l’impegno. Ognuna di voi ha fatto qualcosa di importante.”
  3. Affrontare un feedback negativo con apertura: dopo una riunione, il tuo capo o cliente ti dà un feedback duro. Invece di chiuderti o giustificarti, ascolti davvero, separi il contenuto dalla forma e rispondi: “Ti ringrazio per avermelo detto. Voglio rifletterci su e migliorare: se ti va, possiamo parlarne domani con più calma.”

Come si sviluppa l’intelligenza emotiva

Se vuoi imparare a sviluppare l'intelligenza emotiva, questa è una scaletta per avvicinarti a questo mondo.

  • Punto 1: Mira all’Auto‑consapevolezza
    • Tieni un diario delle emozioni: “oggi mi sono sentita frustrata perché…”
    • Metti a fuoco come questa emozione ha impattato sul tuo corpo: spesso emozioni e tensioni fisiche viaggiano insieme.
  • Punto 2: Autoregolazione
    Quando senti una scarica emotiva, fermati e respira profondamente in quella parte del corpo in cui essa si genera. Questo ti aiuta a interrompere lo “scatto” emotivo e ad entrare tu in comando.
  • Punto 3: Mira all’empatia
    • Esercita l’ascolto attivo nei confronti degli altri: non solo parole, ma anche tono di voce, postura, bisogni non espressi.
    • Introduci l'"ascolto emotivo": chiediti "come si sente realmente?" ti aiuterà a capire davvero la persona.
  • Punto 4: Mira alla leadership
    • Allenati nel saper gestire conversazioni difficili con rispetto e sicurezza.
Usa l’intelligenza emotiva per restare centrata sui tuoi obiettivi, anche in situazioni cariche di emozione.

L’intelligenza emotiva è l’ingrediente principale della Leadership 

L’intelligenza emotiva non è una moda passeggera.
È una competenza concreta, potente e quotidiana.

È quella forza silenziosa che ti permette di non farti trascinare dagli eventi, ma di rispondere con lucidità, con presenza, con empatia. 

È la capacità di rimanere te stessa, anche quando il mondo fuori urla.
È sapere che non sei le tue emozioni, ma che puoi usarle come alleate per capire meglio te, gli altri, e agire in modo più efficace.

Nessuno nasce “emotivamente intelligente”.
Si impara e si allena, un passo alla volta. Una conversazione alla volta. Una consapevolezza alla volta.

Nel lavoro, questa intelligenza ti renderà più autorevole, più ascoltata, più capace di guidare e ispirare — soprattutto se stai imparando a superare la paura del giudizio e mostrarti per quella che sei davvero.

Nella vita, ti permetterà di costruire relazioni più vere e profonde, di proteggere il tuo benessere emozionale e di vivere con più pienezza.

Ciao, se non mi conosci sono Luana Svaizer
Sono una business coach e aiuto le donne a riscoprire la propria forza interiore e a superare la paura di proporsi, costruendo un business autentico che le rappresenti davvero..

E se senti che è il momento di crescere senza snaturarti, allora sei nel posto giusto.

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